Antichi Mestieri tra passato e futuro

 

 

Fare clic qui per scaricare il catalogo della Mostra

La Mostra ANTICHI MESTIERI TRA PASSATO E FUTURO è stata posta a conclusione del Progetto “Tecniche artistiche dell’oreficeria siciliana”, realizzato dall’Università degli Studi di Palermo grazie al finanziamento della Regione Siciliana (Assessorato dell’Istruzione e della Formazione Professionale – P.O. FSE 2007/2013 Avviso 6/2009).

Il corso si è articolato in lezioni frontali, in cui è stata trattata la storia delle arti decorative in Sicilia, con particolare riferimento all’oreficeria, all’argenteria e all’arte del corallo, tenute da docenti dell’Università di Palermo, specialisti del settore, coordinati da Maria Concetta Di Natale e Maurizio Vitella, in lezioni di orientamento tenute da Alida Lo Coco e in un lungo periodo di apprendistato presso alcune botteghe ancora attive di abili artigiani a Palermo, Antonino Amato, Guido Cosentino e Benedetto Gelardi, a Trapani Platimiro Fiorenza, e a Sciacca Laura Di Giovanna. Non è certamente casuale che due di queste figure di artisti-artigiani, Antonino Amato e Platimiro Fiorenza siano stati inseriti dall’UNESCO nel R.E.I., Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia, nel “Libro dei Tesori Umani viventi”, né è casuale che la Di Giovanna, ormai affermata orafa, sia stata allieva di Platimiro Fiorenza.

Lavorando a fianco con i maestri, le allieve hanno potuto acquisire le basi di “ antichi mestieri” che, destinati a scomparire, possono trovare, per loro tramite, non solo continuità, ma anche nuova linfa vitale. La sintonia creatasi tra allievi e maestri e i promettenti frutti prodotti sono il tangibile segno di una concreta speranza per il futuro.

La Mostra è stata ospitata nei prestigiosi locali dell’Oratorio dei Bianchi di Palermo, pertinenza della Galleria Interdisciplinare Regionale della Sicilia e ciò grazie alla fattiva disponibilità dell’Assessorato e  Dipartimento regionale dei Beni culturali con il quale, per il tramite della Galleria è in atto una più ampia collaborazione con l’Università degli Studi di Palermo, nella comune volontà di promuovere un unico circuito turistico nel complesso monumentale di Piazza Marina che comprende anche lo Steri e Palazzo Abatellis. Dopo l’inaugurazione del 14 giugno alle ore 17, alla quale sono intervenuti il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Prof. Roberto Lagalla e  il Direttore del Dipartimento di Beni Culturali – Studi Culturali dell’Università degli Studi di Palermo, Prof. Maria Concetta Di Natale; la Mostra è restata aperta fino al giorno 30 dello stesso mese.

Sono state presentate nell’esposizione, le une a fianco alle altre, le opere di oreficeria, argenteria e arte del corallo, di maestri e allieve, non solo per mostrare l’alto livello degli uni e i progressi delle altre, ma con la chiara volontà di portare l’attenzione della città e dell’isola tutta verso la conoscenza e la rivalutazione di alcuni settori di quelle arti decorative che, come in passato, anche in futuro potrebbero dar lustro a tutta la Sicilia.

L’Università degli Studi di Palermo ha sempre rivolto attenzione non solo alla conoscenza delle realtà storico-artistiche del passato della Sicilia, ma anche all’attuale produzione artigianale superstite. Grandi Mostre, già organizzate dalla Presidenza della Facoltà di Lettere e Filosofia, come L’arte del corallo in Sicilia, Ori e argenti di Sicilia tenutesi al Museo Regionale Pepoli di Trapani nel 1986 e nel 1989, Splendori di Sicilia, presso l’Albergo dei Poveri di Palermo nel 2001, Materiali preziosi dalla terra e dal mare, ancora al Museo Pepoli, nel 2003, tutte promosse dall’Assessorato Regionale allora dei Beni Culturali, Ambientali e della P. I., hanno avuto un risvolto significativo, non casuale, ma indirizzato e promosso, verso la rinascita di determinate produzioni artistico-artigianali che nei secoli avevano costituito uno dei più significativi cespiti per l’economia siciliana. Le arti, ormai solo convenzionalmente definite “minori”, che preferibilmente oggi si indicano con l’appellativo “decorative”, costituivano nei secoli passati la più significativa caratteristica e caratterizzante produzione artistica siciliana. Le maestranze degli orafi e degli argentieri, in tutta l’isola, e quella dei corallari, principalmente a Trapani, erano fiorenti e conosciute in tutto il mondo per la raffinatezza e l’alto livello qualitativo delle loro opere d’arte.

L’attenzione a far rinascere tali importanti produzioni artistiche non si è limitata da parte dell’Università di Palermo alla promozione e alla riscoperta degli artisti e delle opere del passato, ma ha mirato anche alla trasmissione e alla continuità dei pochi barlumi superstiti di tali “antichi mestieri”, come dimostra il Corso Tecniche artistiche per l’oreficeria siciliana.

Tale iniziativa, grazie a finanziamento regionale, è stata dedicata a giovani allieve (Martina Veronica Alessi, Giuliana Ammoscato, Grazia Calascibetta, Vitalba Craparo, Giovanna Emmola, Ludovica La Monica, Gaetana Rezza, Marina Tancredi) , e, nel voler promuovere il lavoro femminile, si rifà, sia pure inconsapevolmente, ad una tradizione locale che vede in Sicilia la fioritura di diverse donne artiste, tra cui, per le arti decorative, emerge, con i suoi raffinati lavori in ceroplastica, Anna Fortino, allieva della pittrice Rosalia Novelli, non a caso figlia di Pietro Novelli, il più grande pittore del Seicento palermitano.

Il progetto maestro-allieva ha fatto rivivere tradizioni e tecniche di lavorazione tipiche del territorio siciliano, stimolando la fantasia e l’originalità attraverso materiali pregni di storia e arte, mirando alla rivitalizzazione di antichi mestieri. Prospettive di lavoro si aprono per le allieve, in alcuni casi anche all’interno delle botteghe che ne hanno ospitato l’apprendistato, segno di come la rinascita della tradizione artigianale sia una componente vitale dell’economia.